Reggie Fils-Aime, presidente di Nintendo of America, va in pensione

Avete letto bene: Reggie Fils-Aime, presidente della divisione americana di Nintendo e uno dei dirigenti più amati in assoluto dai fan, sta per andare in pensione. La stessa Nintendo of America ne ha dato l’annuncio via Twitter, con un video in cui ringrazia calorosamente i fan ripercorrendo alcuni dei suoi momenti più famosi. Il prossimo 15 aprile, dunque, Reggie farà un passo indietro e al suo posto arriverà Doug Bowser.

Con ben 15 anni di onorevole servizio, dopo l’E3 del 2004 Reggie Fils-Aime è diventato una delle “facce” più conosciute di Nintendo assieme a Miyamoto e Iwata; è stato il protagonista di Direct ed eventi live, per non parlare dell’incredibile impatto che il suo nuovo modo di comunicare ha avuto sui fan. Presentatosi da subito come appassionato giocatore (in uno degli ultimi Direct, ha dichiarato di non riuscire a smettere di giocare a Breath of the Wild) è lui stesso a dire adesso che “questo non è un game over, ma piuttosto un level up con più tempo da dedicare a mia moglie, alla mia famiglia e ai miei amici”.

E’ la fine di un’era, anche sul fronte memetico. His body is no longer ready.

Al suo posto subentrerà dunque Doug Bowser, che ha avuto modo di lavorare al suo fianco per ben quattro anni: nel suo video Reggie lo descrive come un abile leader, stretto collaboratore del presidente Furukawa e vera forza impetuosa dentro Nintendo of America. “Con un cognome del genere, cosa c’è da temere?” ha detto scherzando lo stesso Reggie. Bowser ha dichiarato che seguirà i passi del suo mentore, nella missione di “continuare a portare sorrisi in tutto il mondo”.

Bowser + Bowser.

Di nuovo Bowser… e Mario e Luigi prigionieri alle sue spalle.

Che ne pensate? Vi mancheranno i siparietti di Reggie Fils-Aime? Fateci sapere la vostra, come sempre, nei commenti.

Classe 1994, universitaria disperata, Pokéfan dal lontano 2003 e da Rubino. Appassionata di serie tv, mondo classico e giochi di ruolo, le piace scrivere di ciò che la appassiona, e la sintesi non è certo il suo dono.