I DLC di Pokémon Spada e Scudo erano previsti fin dall’inizio

Se avete seguito tutta la debacle in merito al famigerato “taglio del Dex” in Pokémon Spada e Scudo, ai tempi dell’incresciosa diretta del Treehouse Live all’E3 2019, allora ricorderete di sicuro come nelle interviste rilasciate poco dopo i produttori avessero chiarito che non erano previsti DLC per Pokémon Spada e Scudo. Pochi giorni dopo la fiera losangelina Junichi Masuda, intervistato dalla rivista giapponese Famitsu, dichiarava chiaramente che per quanto riguardava i Pokémon non presenti a Galar non era in cantiere alcun aggiornamento che li aggiungesse nel gioco finale. Il 13 giugno 2019, inoltre, lo stesso Masuda si univa ad Ohmori per rilasciare un’altra intervista, stavolta ad USGamer, per chiarire tra le altre cose le motivazioni che li avevano portati alla scelta di non includere nel gioco tutti i Pokémon esistenti. Ne avevamo parlato anche noi, riportando i punti salienti dell’intervista.

“Photos taken moments before disaster”: Ohmori e Masuda alla Treehouse Live dell’E3 2019.

E così, dopo una rumorosa rivolta online a suon di hashtag (#BringBackNationalDex), gli animi si sono calmati. Solo fino al 9 gennaio, quando, durante un Pokémon Direct, viene rivelato il Pass di espansione per Pokémon Spada e Scudo, composto da ben due set di contenuti: L’isola solitaria dell’armatura, in uscita il 17 giugno, e Le terre innevate della corona, previsto per l’autunno 2020. Nel Direct si parla di contenuti aggiuntivi sia gratuiti che a pagamento: insieme ai nuovi spazi, alle nuove storie e ai nuovi Pokémon leggendari, coi DLC torneranno anche circa 200 dei Pokémon assenti dal Pokédex di Galar. Sul momento qualcuno si indigna: a giugno i vertici di GAME FREAK avevano sentitamente smentito che fossero in costruzione dei DLC, ed è difficile pensare che abbiano cambiato idea in così pochi mesi; ma dopo qualche giorno di nuovo tutta la questione si spegne e torna la calma. Fino ad oggi.

A due soli giorni di distanza dal rilascio del primo set di contenuti, infatti, oggi IGN ha pubblicato un articolo sull’hands-on dei primi trenta minuti di gioco de L’isola solitaria dell’armatura: tante le informazioni, tra cui ad esempio il fatto che il livello degli avversari scala proporzionalmente a quello del giocatore per facilitare l’accesso al DLC anche a chi ancora non ha terminato la storia principale; la presenza di una sidequest dal sapore un po’ nonsense in cui si dovranno trovare ben 151 Diglett di Alola; ma soprattutto, una rivelazione:

“I did ask if the large inclusion of old Pokémon previously unavailable in Pokémon Sword and Shield was in response to player feedback, but the Pokémon Company’s Elvin Gee said that The Isle of Armor expansion was already being developed before Pokémon Sword and Shield were released, so it seems as though it was always the plan, though he couldn’t be certain.”

Insomma, anche se Elvin Gee non sembra proprio esserne sicuro, a quanto pare i DLC erano già previsti fin dall’inizio. A questo punto la domanda sorge spontanea: se a giugno i DLC non erano in cantiere, ma di sicuro lo erano prima di novembre, come affermato da Gee, quando esattamente GAME FREAK ha deciso di tornare sui suoi passi? Forse dopo il maremoto virtuale di #BringBackNationalDex? L’articolista di IGN ha fatto direttamente questa domanda e Gee ha smentito che ci sia un collegamento. Ma allora, se i DLC rientravano nel piano fin dall’inizio, perché smentirlo nelle interviste di giugno?

Non è la prima volta che nella campagna markenting di Pokémon Spada e Scudo saltano fuori delle falle, facendo emergere contraddizioni che sembrano figlie di un damage control fatto piuttosto male. Soprattutto perché le versioni di GAME FREAK e The Pokémon Company sono in disaccordo, come in questo caso.

Che ne pensate? Avete già acquistato o avete in programma di acquistare i DLC? Pensate che fossero nel piano fin dall’inizio? Fateci sapere la vostra, come sempre, nei commenti.

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