Le dieci piccole cose che hanno reso grande Hoenn

La quarantena ci sta permettendo di riscoprire abitudini che pensavamo di aver perso: tanti si sono confrontati con le nuzlocke, a me invece è capitato tra le mani il mio Game Boy Advance SP con Pokémon Rubino. La terza generazione è quella che indubbiamente conosco meglio ma, nonostante ciò, ho deciso di cimentarmi nuovamente in una delle avventure che ha forgiato la mia vita videoludica. Sfruttando l’ampia conoscenza che ho di questi titoli, ho deciso quindi di stilare una personale classifica di ciò che più ha contraddistinto Hoenn e li ha resi così tanto celebri nella più che ventennale esperienza targata Pokémon. Prima che iniziate a leggere: ho volontariamente omesso la mappa, poiché per parlarne sarebbe necessario un articolo a parte.

Groudon e Kyogre formano, insieme a Rayquaza, il principale trio di Pokémon leggendari di Hoenn.

10. Le Basi Segrete

Le basi segrete non sono mai state una grande innovazione da alcun punto di vista ma ai bambini sono sempre piaciute tantissimo. L’idea di avere una casetta in un cespuglio, in una pianta o in una caverna è sempre stata molto suggestiva per chi ha giocato questi titoli in tenera età: ognuno voleva avere la casa più grande e più bella di tutte, con più bambole e gadget possibili. Nonostante non abbiano un risvolto concreto nel gioco, spesso le Basi Segrete migliori erano tutte in posti relativamente nascosti, stimolando quindi l’esplorazione del giocatore e dandogli un motivo in più per girovagare per il mondo di gioco. Non sia mai che mentre vai alla tua Base Segreta in cima al Percorso 120, dopo aver attraversato un tratto percorribile solo con Cascata e la Bici Cross, ti venga la malsana idea di metterti a pescare e trovare un Feebas, ecco.

Questa immagine, tratta dai remake Pokémon Rubino Omega e Pokémon Zaffiro Alpha, dimostra come la propria passione per le bambole possa sfuggire di mano.

9. Le Gare Pokémon

Le Gare Pokémon sono un’altra cosa che non hanno riscosso molto successo al di fuori di Hoenn e, sinceramente, va bene così. Anche qui non abbiamo niente di speciale, anzi a volte molto tedioso, che però poteva rappresentare un buon passatempo per chi volesse insignire i propri mostriciattoli preferiti di ogni possibile onorificenza. Oltre alla soddisfazione personale, però, c’è anche un piccolo segreto che, a quasi vent’anni dalla sua comparsa, ormai conosciamo tutti: il già citato Feebas. Questo innocuo Pokémon, infatti, ha in serbo una bellissima sorpresa per chiunque abbia abbastanza fortuna da trovarlo e abbia abbastanza fiducia in lui da potergli far vincere tutte le gare di bellezza. Dandogli abbastanza Pokémelle, infatti, quella che sembra una brutta copia di Magikarp si evolverà in uno dei Pokémon più maestosi mai concepiti: Milotic. Questo Pokémon, non a caso, viene considerato la controparte “elegante” di Gyarados e, se quest’ultimo viene utilizzato dai Campioni Blu e Lance, due allenatori ricchi di competizione, il nostro Pokémon Tenerezza verrà invece utilizzato dai Campioni Adriano e Camilla, che di classe ne hanno da vendere.

Ovviamente, un Pokémon così bello non poteva che sopravvivere al taglio del Pokédex di Pokémon Spada e Scudo.

8. Le bici

Bici da corsa o Bici da cross? Un grande dubbio che ci ha sempre attanagliato da bambini. Con la prima vai più veloce, le uova si schiudono prima (il tratto Mentania – Percorso 119 in loop è ancora saldamente ancorato alla nostra memoria), la Torre dei Cieli… però dai, chi non ha mai passato i pomeriggi ad impennare? O a saltellare sui tralicci? La verità è che cambia molto poco in termini concreti, ognuna ha i suoi pregi e i suoi difetti ma ci sarebbe da ringraziare GAME FREAK per questa ennesima chicca che ci ha regalato per vivere nella maniera più sincera possibile quella gigante e meravigliosa isola chiamata Hoenn.

La Zona Safari mostra chiaramente come ci siano aree esplorabili solo con la Bici Cross ed altre solo con la Bici Corsa. 

7. La Quizzoteca

La Quizzoteca è una delle cose più strane e ambigue che siano mai comparse in un videogioco targato Pokémon. Una persona a noi sconosciuta che, quando entriamo in casa sua, si nasconde dietro gli oggetti e noi dobbiamo trovarlo. Già così è un po’ inquietante. Se poi ci interagiamo dopo averlo trovato, ci darà il permesso di entrare nel retro di casa sua che, però, si dimostrerà un piccolo dungeon, a seconda del nostro progresso nel gioco. Non contento, per superare le sue prove saranno necessarie diverse MN e bisognerà battere gli allenatori da lui stesso assoldati (probabilmente in maniera non particolarmente legale, se dovesse esistere una giustizia nel mondo Pokémon). In cambio avremo gloria, divertimento aggiuntivo e, soprattutto, oggetti unici.

Quel “Qualcuno ti osserva…” è uno di quei ricordi che fa sempre sorridere.

6. Il rivale

Eccoci ai primi veri tratti distintivi di questa generazione. Per la prima volta, infatti, il nostro rivale non è… davvero un rivale: è un ragazzo come noi, che vuole aiutare nelle ricerche suo padre e catturare più Pokémon possibili, senza smanie di diventare Campione o di essere l’allenatore più forte di sempre. Dopo due avventure in cui il rivale incuteva timore e non aveva rispetto per nessuno, ad Hoenn il nostro vicino di casa è un amico sempre disponibile che, tuttavia, non perde l’occasione di sfidarci di tanto in tanto. Sicuramente non è un rivale all’altezza dei precedenti, Blu in particolare, ma almeno è qualcosa di nuovo. L’ennesima piccola conferma che questi giochi non vogliono essere il monotono seguito di Rosso e Blu od Oro e Argento ma hanno la forte intenzione di essere titoli unici in ogni piccolo dettaglio. Come se non bastasse, oltre al proprio vicino di casa si aggiunge anche Lino, un ragazzino originario di Petalipoli al quale insegnando come si cattura un Pokémon cambieremo la vita. Questa scelta di utilizzare rivali-amici in molteplici quantità verrà poi ripresa più volte nelle generazioni successive, senza però mai lasciare il segno come hanno fatto Brendon/Vera e Lino.

Gli artwork ufficiali per Pokémon Rubino Omega e Alpha Zaffiro di Brendon e Vera, che saranno i nostri avatar a seconda del sesso che sceglieremo.

5. I Regi

I Regi sono qualcosa che non si era mai visto e mai più si rivedrà in un gioco Pokémon. In un mondo in cui i Pokémon leggendari fanno a gara a chi distrugge tutto con più cattiveria, questi tre golem giacciono sopiti in delle grotte disperse con il presupposto che nessuno li risveglierà mai. Fino a quando, nella maniera più assurda possibile, arriviamo proprio noi. Per chi non lo sapesse o non se lo ricordasse, per sbloccare questo trio leggendario bisogna sfruttare le correnti tra Orocea e Porto Selcepoli, arrivare in un punto specifico (abbastanza difficile da raggiungere, se vogliamo), usare la MN Sub, riemergere dopo un breve corridoio sottomarino, avere rigorosamente Relicanth e Wailord rispettivamente primo e ultimo in squadra (o viceversa, in Smeraldo), arrivare nella Sala Incisa e usare senza un motivo preciso Fossa davanti alla stele principale. Perché stele? Perché per capire cosa fare con i Regi, l’unico modo è leggere quello che gli antichi predecessori ci hanno lasciato. L’unico problema è che ogni scritta o indizio è scritto in codice Braille, il linguaggio per i non vedenti. Per tradurre queste scritte, dato che ai tempi Internet era un lusso per pochissimi, bisogna affidarsi alle ultime pagine del libretto delle istruzioni, nei quali era elencato tutto l’alfabeto Braille. Come se non bastasse, nelle rispettive stanze aperte con tutto questo procedimento, ovvero quelle in cui effettivamente sono presenti i golem leggendari (Percorso 106 per Regice, Percorso 111 per Regirock e Percorso 119 per Registeel), non basta arrivare lì e catturare il Pokémon; in ognuna di queste grotte, circondate all’esterno da un preciso e iconico esagono di rocce, ci sono altre incisioni braille che spiegano cosa fare per quella specifica situazione. Per Regirock bisognerà usare Forza (Spaccaroccia in Smeraldo) in un punto preciso (ma allo stesso tempo a caso) della stanza, per Regice bisognerà stare fermi due minuti (sì, avete letto bene) dopo aver letto la stele e per Registeel bisognerà usare Volo al centro della sala. Solo allora potremo catturare il golem leggendario in questione. Tutto questo, personalmente, mi fa impazzire perché è il miglior modo possibile per dare quella sensazione di antico e dimenticato ad un gioco che è molto moderno da tutti gli altri punti di vista, come a voler dire che c’è sempre stato qualcuno prima di noi e non bisogna mai dimenticarlo. Ciliegina sulla torta, hanno anche una meritevole colonna sonora, con quelle trombe molto cupe mentre il basso la fa da padrona e altri suoni quasi robotici accompagnano il tutto. Da cosa avete capito che sono i miei leggendari preferiti di sempre?

Partendo dall’alto, Regirock, Regice e Registeel, ognuno con la propria combinazione di “puntini” che rimanda fortemente al codice Braille.

4. Le trombe

Quando pensiamo a Hoenn, qualunque sia il nostro obiettivo, in una maniera o nell’altra finiamo a pensare sempre a una cosa: le trombe. Se da un punto di vista tecnico e musicale la colonna sonora di Pokémon Rosso e Blu è una spanna sopra tutte per tanti motivi (e io ci ho messo un po’ a capirlo), quella di Pokémon Rubino e Zaffiro è quasi sicuramente la più iconica. I compositori hanno dimostrato molto coraggio e tanta versatilità nello sviluppare un concept musicale come questo per un gioco del genere. Sì, perché in praticamente ogni singolo brano della colonna sonora di questi titoli c’è un incredibile predominanza di trombe che però (ed è questo che rende tutto speciale), non stanca mai. Spesso sono utilizzate in modo altisonante, a volte sono un leggero contorno, altre volte sono molto tetre, oppure compaiono per qualche secondo e basta. Ma ci sono sempre. Ciò ha reso Hoenn un mito al di là del gioco stesso, capace di rimanere nella memoria di ognuno di noi per tutte quelle volte che ci siamo caricati a dismisura con delle semplici trombe, uno strumento a dir poco inusuale per un gioco Pokémon, mentre catturavamo Rayquaza, sconfiggevamo lo Sharpedo di Ivan o semplicemente giravamo nel deserto, in un oceano sterminato o anche solo nel Percorso 101 dietro casa nostra.

Il web è pieno di meme che riguardano Hoenn e le sue magiche trombe, come questa foto dimostra ampiamente.

3. L’acqua

7.8, too much water. Con questa celeberrima frase, la famosa rivista videoludica IGN liquidò Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha affermando che, appunto, c’era troppo acqua nel mondo di gioco. Al di là del fatto che quella coppia di giochi meriterebbe un voto molto più basso per molti motivi (ne abbiamo già parlato, ma potremmo parlarne ancora per molto), hanno ragione. Ma se le infinite distese acquatiche sono indice di monotonia, sono anche un’arma a doppio taglio che contribuiscono all’unicità di Hoenn. A Kanto l’acqua era un elemento di contorno e l’unico vero tragitto acquatico era quello che univa Fucsiapoli e l’Isola Cannella alle Isole Spumarine, mentre a Johto la situazione era piuttosto simile con il percorso tra Olivinopoli e Fiorlisopoli (con in mezzo le Isole Vorticose, ennesimo richiamo alla regione precedente), anche se il game design acquatico era ottimo all’interno dei dungeon, indubbiamente i migliori della serie. Tornando a noi, questa gigantesca massa d’acqua sulla quale si erge Hoenn può essere sicuramente fastidiosa e non biasimo chi sarà pronto a contraddirmi, ma vorrei anche sottolineare come GAME FREAK abbia sfruttato tantissimo la presenza massiccia di acqua e abbia inserito numerose novità prettamente marine. Uno degli esempi più limpidi è la capacità di andare sott’acqua, una buona meccanica di gioco ed un sogno per i giocatori più piccoli. Sott’acqua, ovviamente, si possono trovare tanti oggetti e Pokémon altrimenti introvabili, come Chinchou, Clamperl e Relicanth. Altro esempio lampante sono le correnti tra Orocea e Porto Selcepoli, oppure la nave abbandonata tra quest’ultima e Bluruvia. Le cascate, inoltre, sono un dettaglio particolare grazie alle quali si possono raggiungere posti speciali (Iridopoli, la cima del Percorso 120 o la caverna alle Cascate Meteora in cui si può catturare Bagon). Grazie all’ausilio del mare, infine, è possibile raggiungere diversi posti importanti, quali la Torre dei Cieli, la Grotta Insulare od il Monte Pira, senza ovviamente citare i luoghi in mezzo all’oceano come Verdeazzupoli o Ceneride. Unendo tutti questi piccoli tasselli, si ottiene un risultato eterogeneo che, personalmente, nella sua apparente monotonia non mi ha mai stufato. Sicuramente è più coerente di Alola, un divertentissimo arcipelago in cui puoi navigare se ti va bene cinque minuti in tutto il gioco. E ripeto, è un arcipelago. E poi dai, parliamoci seriamente, uno dei leggendari è una mitologica balena gigante che i cattivi vogliono risvegliare per sommergere la terraferma, cosa vi aspettavate? Le Dolomiti?

Questo artwork di Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha mostra chiaramente come la componente acquatica la faccia da padrona, sia nel grande mare al di là di Porto Alghepoli e Porto Selcepoli, sia nei piccoli dettagli come la piccola zona sovrastante Ferrugipoli.

2. Il Pokédex di Hoenn

Johto aveva tutte le motivazioni del mondo di essere una “nuova Kanto”, con tanti Pokémon della regione accanto e un numero modesto di nuovi  mostriciattoli, ma Hoenn no. E infatti non è stato così, per niente. La grande cosa che differenzia Hoenn dalla generazioni precedenti (e successive, escludendo Unima) è proprio il Pokédex: per la prima volta nella sua storia, GAME FREAK si affidava a tantissimi Pokémon completamente nuovi e sconosciuti senza alcun legame con i precedenti. Le uniche due evoluzioni relative a mostriciattoli già di nostra conoscenza sono Azurill e Wynaut, pre-evoluzioni rispettivamente di Marill e Wobbufett. Se Oro e Argento mostravano solo 100 nuovi Pokémon e di questi molti erano di cicli evolutivi già visti, in Pokémon Rubino e Zaffiro hanno tirato fuori uno dei Pokédex più grossi ed originali di sempre. I leggendari sono di più rispetto ai giochi precedenti (ma non troppi) e molto iconici, tanto quanto i loro predecessori; gli pseudo-leggendari sono ben due (Salamence e Metagross) e i Pokémon vaganti diventano esclusivi (Latios in Rubino, Latias in Zaffiro); non c’è traccia dei cari vecchi Rattata, Pidgey e compagnia bella, rimpiazzati volutamente da controparti più moderne, evolute e funzionali. Nemmeno un Pokémon storico come Eevee ha spazio in una regione come Hoenn, unica a privarsene totalmente. Per la prima volta, in parole povere, abbiamo avuto un Pokédex completamente nuovo, con qualche Pokémon già conosciuto a darci una mano ma che ha fatto il suo corso interamente da solo. E lo ha fatto nel migliore dei modi. 

La discesa dal cielo di Rayquaza in Pokémon Smeraldo (2005), per quanto banale, è stato uno dei momenti più azzeccati dell’intera saga Pokémon. E sapete perché? Perché l’ha fatta Rayquaza. Quanto diavolo è bello Rayquaza?

1. Il Parco Lotta

È stata una delle più grandi fonti di divertimento videoludico della nostra vita e non esiste nessuno (e dico proprio nessuno) che non abbia amato alla follia il Parco Lotta. Questa isola sperduta nell’oceano, piuttosto lontana da Hoenn e accessibile tramite traghetto solo dopo aver battuto la Lega Pokémon, rappresenta il paradiso di ogni allenatore. Sfide costanti, sempre diverse, premi a non finire, cose incredibili come il noleggio dei Pokémon, i Dojo e un’enorme piramide in cui sei completamente solo, al buio e perennemente in difficoltà. Per non parlare della Serpe Lotta, un edificio a forma di Seviper nel quale si celano trappole e inganni continui. Ad aggiungere ulteriore condimento, nel Parco Lotta si trovano anche dei Pokémon introvabili da altre parti, ad esempio Sudowoodo e Smeargle, come premio per aver completato il gioco base. Sono in pochi ad aver ottenuto tutte le medaglie d’oro disponibili poiché è simbolo di davvero grandi capacità, pazienza e dedizione, caratteristiche che premiano un vero Allenatore e che non tutti possono avere. A conti fatti, il Parco Lotta è a mani basse il post-game più bello che GAME FREAK abbia mai concepito ed è anche e soprattutto per questo che, nei remake del 2014, non è in alcun modo tollerabile la sua assenza. 

Il Parco Lotta in tutta la sua bellezza, purtroppo visibile solo in Pokémon Smeraldo.

Siamo finalmente giunti alla fine di questo lungo articolo che ho scritto in un infinito flusso di coscienza. Come ogni top 10 ci sono delle cose meritevoli che purtroppo non sono rientrate nella lista, come un team rivale diverso a secondo del gioco scelto, il Sig. Marino, le bacche e tante altre cose; ma spero che questo articolo vi sia piaciuto tanto quanto a me è piaciuto tornare, ancora una volta, ad Hoenn. Fatemi sapere la vostra opinione nei commenti.

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