Come Ocarina of Time ha plasmato l’evoluzione della timeline di The Legend of Zelda

Sì, lo sapete tutti come la penso riguardo a The Legend of Zelda: Ocarina of Time, e anche quanto visto nel Direct dedicato ai 40 anni della saga non mi ha fatto cambiare idea nel dire “Basta Ocarina“. Ma è indubbio che, a distanza di 28 anni dalla sua uscita originale, quel gioco continui ad essere il fulcro centrale della saga, quello da cui si dipanano tutte le vicende legate alla Triforza, a Link, Zelda e Ganon(dorf), sia dentro che fuori da Hyrule. Ed è proprio da qui che voglio approfondire come nel tempo si sia evoluta la timeline (decisamente complicata) dell’intera saga.

Breve cronistoria dei titoli della saga

Per dare il contesto necessario, è però prima necessario ricordare gli anni di uscita (in questo caso sono riportati quelli originali giapponesi, solitamente in Occidente sono usciti lo stesso anno o al più il successivo) dei giochi, sia prima che dopo Ocarina of Time:

  1. The Legend of Zelda – 1986
  2. Zelda II: Adventure of Link – 1987
  3. A Link to the Past – 1991
  4. Link’s Awakening – 1993
  5. Ocarina of Time – 1998
  6. Majora’s Mask – 2000
  7. Oracle of Seasons + Oracle of Ages – 2001
  8. Four Swords + The Wind Waker – 2002
  9. Four Swords Adventures + The Minish Cap – 2004
  10. Twilight Princess – 2006
  11. Phantom Hourglass – 2007
  12. Spirit Tracks – 2009
  13. Skyward Sword – 2011
  14. A Link Between Worlds – 2013
  15. Tri Force Heroes – 2015
  16. Breath of the Wild – 2017
  17. Tears of the Kingdom – 2023
  18. Echoes of Wisdom – 2024

Ovviamente nell’elenco sono escluse le riedizioni su console successive dei vari titoli, ma visto che si parla di Ocarina of Time, è bene ricordare che, dopo l’originale per Nintendo 64, è stato seguito (escludendo la versione cancellata per Nintendo 64DD denominata Ura Zelda) da: due versioni su Nintendo GameCube (una delle quali, la Master Quest, solo lontanamente basata sull’Ura Zelda appena menzionato sopra), una edizione per alberghi, motel e aerei, Virtual Console per Wii e WiiU, Ocarina of Time 3D (nel 2011) e infine il remake che uscirà a novembre di quest’anno (2026).

La timeline prima di Ocarina of Time

Come avete potuto vedere, quindi, Ocarina of Time è solamente il quinto capitolo, in ordine di uscita, della saga. Prima dell’uscita di Ocarina of Time era quindi facile capire come si svolgessero gli eventi della serie: A Link to the Past era il primo in ordine di accadimenti, ambientato molto tempo dopo una fantomatica “Guerra dell’Imprigionamento” di cui in realtà ci veniva anche detto ben poco (elemento comune, questo, presente anche in altri “antefatti storici” della saga: sono leggende, sono avvenimenti di un passato remoto, si danno per scontati gli effetti, non se ne riparla più). Il protagonista, Link, si ritrova suo malgrado a dover salvare Hyrule da Ganon, che ha in precedenza “corrotto” il Reame Sacro in cui era stato imprigionato e ha intrappolato le discendenti dei misteriosi “Saggi” che avevano partecipato alla Guerra dell’imprigionamento (e tra queste discendenti c’è proprio, guarda caso, la principessa Zelda). Link’s Awakening prosegue poi le avventure di questo Link a Koholint, in cui naufraga dopo una tempesta in mare e, al termine di queste avventure oniriche, si ritrova nuovamente in mare disperso per sempre, come confermato anche dal sito ufficiale giapponese al tempo del lancio del gioco. Secoli dopo, Ganon si libera nuovamente, ruba un pezzo di Triforza che frantuma in vari pezzi, rapisce Zelda e… ecco a voi le avventure del The Legend of Zelda originale, in cui il protagonista, Link (quanti Link!), è un discendente del Link precedente. Apparentemente, inoltre, il regno è parzialmente andato in rovina, ma non troppo, in quanto scopriremo nel seguito Zelda II: The Adventure of Link che la Hyrule del primo gioco è solo una piccola porzione del regno completo, in cui possiamo trovare finalmente delle cittadine e non solo vecchi eremiti che si rifugiano dentro a grotte pronti a regalare spade a ragazzini sconosciuti. La trama di Zelda II narra che, qualche secolo prima, un’altra principessa Zelda (o, per meglio dire, “Zelda I”) era stata addormentata a seguito di una maledizione e il nostro eroe deve quindi risvegliarla, cercando al contempo di non morire in quanto i seguaci di Ganon vogliono il suo sangue per resuscitare il malvagio cinghiale.

L’evento che farà sì che la timeline diventi un caos assoluto

Ocarina of Time e i viaggi nel tempo: cosa mai potrà andare storto?

E siamo finalmente arrivati al momento clou della saga: Ocarina of Time. In questo gioco vediamo finalmente una parte della Guerra dell’imprigionamento narrata nel preambolo di A Link to the Past: conosciamo così i famosi Saggi, rappresentanti de facto delle varie tribù e razze presenti ad Hyrule, ma veniamo anche a conoscenza della figura di Ganondorf. Qui, infatti, il cattivo non è più Ganon, il malvagio cinghiale demoniaco, ma Ganondorf, il sovrano delle Gerudo, popolo normalmente formato da sole donne ma in cui ogni 1000 anni circa nasce un singolo maschio destinato a diventare il loro re.

Questo nuovo personaggio si lancia quindi alla conquista di Hyrule, mentre Link, come sempre il nostro eroe, da bambino deve trovare il modo di ottenere la Spada Suprema, l’unica arma in grado di sconfiggere il male, aiutato dalla sua fida fatina Navi. Una volta ottenuta la spada, però, ci ritroviamo catapultati avanti nel tempo di circa 8 anni, in quanto il Link bambino non sarebbe stato abbastanza forte da brandire la Spada Suprema. Tempo in cui, però, Ganondorf è riuscito di fatto a conquistare Hyrule. Link deve quindi riunire i Saggi (tra cui, di nuovo in maniera assolutamente casuale, la versione di quest’epoca della Principessa Zelda), prima di poter affrontare il malvagio sovrano, saltando anche avanti e indietro nel tempo per risolvere enigmi o accedere a zone diverse del regno. Ovviamente, nel finale Link riesce a sconfiggere Ganondorf che però nel duello finale torna a mostrarsi in una forma più simile a un cinghiale. Sconfitto definitivamente il cattivo, torna un’ultima volta bambino per avvisare tutti e sventando così in maniera definitiva (o forse no?) il futuro oscuro da cui era appena tornato.

La fine di Ocarina of Time: Link sconfigge Ganondorf, e tutto torna alla normalità… O no?

Questo Link (ormai tornato di fatto bambino), sarà poi protagonista anche del sequel diretto di Ocarina of Time, ovvero Majora’s Mask, in cui il nostro eroe deve salvare la città di Termina dalle macchinazioni di uno Skull Kid venuto in possesso di una maschera con dei poteri decisamente malvagi che ha deciso di far precipitare la luna proprio sulla piazza principale della città.

Eccolo, il nostro Miyamoto, pronto a scombussolare ogni parvenza di sensatezza nella nostra timeline vista finora

Evoluzioni della timeline, tra interviste e siti decisamente poco sensati

La timeline vista fino a Ocarina of Time incluso viene di fatto confermata nel 1998 dal game designer del gioco, Satoru Takizawa, in una intervista rilasciata ad Hobonichi. Le differenze degli avvenimenti narrati in Ocarina of Time e A Link to the Past per quanto riguarda la Guerra dell’imprigionamento non vengono ovviamente spiegate, ma è possibile immaginare che, visto che questi eventi vengono considerati leggende nel titolo per SNES, con i secoli che separano le due ere, certi dettagli siano andati persi o modificati (una piccola nota a margine: nella medesima intervista lo script director Toru Osawa conferma il fatto che i nomi delle città di Zelda II e i nomi dei Saggi di Ocarina sono gli stessi in quanto sono degli Easter egg per il pubblico, ma che, “in-lore“, le città prendono il nome da quelle figure storiche, tramandato nel corso dei secoli, altra conferma che il titolo NES sia avvenuto molto dopo quello per Nintendo 64).

Shigeru Miyamoto, lo stesso anno, arriva però a scombussolare tutto con una seconda intervista, per la newsletter di Nintendo Power:

Nintendo Power: Where do all the Zelda games fall into place when arranged chronologically by their stories?
Shigeru Miyamoto: Ocarina of Time is the first story, then the original Legend of Zelda, then Zelda II: The Adventure of Link, and finally A Link to the Past. It’s not very clear where Link’s Awakening fits in–it could be anytime after Ocarina of Time.

Quindi, all’apparenza, non era vero che Zelda II chiudesse tutto, ma era A Link to the Past a farlo. Come fosse possibile che il Ganon del capitolo SNES fosse libero già nello Zelda originale, morto e poi resuscitato ed imprigionato nel Dark World non era dato saperlo.

Nel mentre escono Majora’s Mask, appunto, e nel 2001 i due Oracles: il primo viene trattato sì come sequel diretto di Ocarina, ma ambientato in un mondo parallelo e quindi non influenzava la timeline globale, mentre i secondi (probabilmente in virtù del fatto che vennero co-sviluppati insieme a Capcom) sembravano essere considerati come estranei alla saga, alla stregua di spin-off (qualcuno ha per caso detto Philips CD-i?).

A complicare ulteriormente le cose ci pensa il sito ufficiale Nintendo americano che, non contento, nel 2001, lancia la sua timeline “con blackjack e squillo di lusso“ [cit.], che potete vedere evolversi proprio a cavallo dell’uscita dei due Oracles (prima e dopo), e che è anche la timeline meno sensata di tutte, ancor meno di quella di Miyamoto: innanzitutto secondo questa timeline c’è un singolo Link (e di conseguenza anche Zelda e Ganon/Ganondorf sono sempre loro), l’Eroe del Tempo, l’eroe di Ocarina of Time che è anche l’eroe di tutti gli altri giochi usciti fino a quel momento, ma con un ordine che dire senza senso è dir poco.

Non vi crede nessuno che avete studiato a lungo gli eventi della timeline e questa è la versione più accurata

Secondo questa cronologia, infatti, il nostro eroe completa la storia narrata in Ocarina, poi finisce nella dimensione parallela di Termina per affrontare gli eventi di Majora’s Mask. Successivamente torna ad Hyrule per vivere con lo zio, ma il malvagio mago Agahnim rapisce le figlie dei Saggi (che misteriosamente sono tutte Hylian, o comunque umane, senza considerare chi dovrebbero essere i genitori) mettendo in moto gli eventi di A Link to the Past. Successivamente avvengono gli eventi dei due Oracles, prima a Labrynna (Time) e poi ad Holodrum (Seasons). Nel mentre, Ganon (che secondo questa cronologia è stato già sconfitto tre volte) torna ad Hyrule per rapire, di nuovo, Zelda (aspettate, dove l’ho già sentita questa storia del cattivo che torna più e più volte per rapire la principessa, e l’eroe deve salvarla? Fa niente, mi tornerà in mente un’altra volta): ecco che siamo infatti tornati al gioco originale, a cui fanno ovviamente seguito gli eventi di Zelda II, con la differenza che qua è la “nostra” principessa Zelda a venire addormentata da un mago malvagio, e non una sua antenata secoli fa. E Link’s Awakening? Ma ovviamente ha posto anche questo capitolo nella timeline! Dove? Ma ovviamente durante le avventure di Zelda II, mentre Link attraversa il mare per andare verso Eastern Hyrule. Tanto, alla fine è solo un sogno, perché non piazzarlo qua?

Aonuma, salvaci tu!

Nel 2003 esce The Wind Waker, ambientato secoli dopo gli eventi di Ocarina of Time. Qui, per la prima volta, abbiamo menzione della “child timeline” e della “adult timeline“, grazie ad una intervista rilasciata da Eiji Aonuma insieme a Miyamoto a GamePro qualche tempo prima del lancio (e nel mentre lancia anche una frecciatina alla timeline americana menzionata poco fa):

GamePro: Since Link gets his green clothes in the Wind Waker intro as part of the game’s history, I’m wondering: how many Links are there? This doesn’t seem to be the Link from the last two games.
Eiji Aonuma: Well, we think that the hero of the game changes with each title in the series. A new Link arises with each story, in other words. As for how many, well, that depends on how long we keep on making Zelda games. (laughs)

GP: Where does The Wind Walker fit into the overall Zelda series timeline?
EA: You can think of this game as taking place over a hundred years after Ocarina of Time. You can tell this from the opening story, and there are references to things from Ocarina located throughout the game as well.
SM: Well, wait, which point does the hundred years start from?
EA: From the end.
SM: No, I mean, as a child or as a…
EA: Oh, right, let me elaborate on that. Ocarina of Time basically has two endings of sorts; one has Link as a child and the other has him as an adult. This game, The Wind Waker, takes place a hundred years after the “adult” Link defeats Ganon at the end of Ocarina.
SM: This is pretty confusing for us, too. (laughs) So be careful.

Per la prima volta abbiamo così la conferma di una (fino a quel momento) teoria, ovvero che il finale di Ocarina of Time, coi suoi viaggi nel tempo, “spezzi” in due la timeline: da una parte abbiamo la child timeline, che prosegue le avventure di Link bambino tornato indietro nel tempo (quindi Majora’s Mask), mentre una seconda timeline, ovvero la adult timeline, si dirama dal duello finale al Castello di Hyrule tra Link e Ganondorf per arrivare, secoli dopo, a The Wind Waker. Questa particolarità viene successivamente riconfermata da Aonuma nel 2007 in una intervista a Nintendo Dream, in occasione dell’uscita di un altro sequel di Ocarina of Time, questa volta intitolato Twilight Princess ed ambientato secoli dopo, nella child timeline:

Nintendo Dream: When does Twilight Princess take place?
EA: In the world of Ocarina of Time, a hundred and something years later.

ND: And the Wind Waker?
EA: The Wind Waker is parallel. In Ocarina of Time, Link flew seven years in time, he beat Ganon and went back to being a kid, remember? Twilight Princess takes place in the world of Ocarina of Time, a hundred and something years after the peace returned to kid Link’s time. In the last scene of Ocarina of Time, kids Link and Zelda have a little talk, and as a consequence of that talk, their relationship with Ganon takes a whole new direction. In the middle of this game [Twilight Princess], there’s a scene showing Ganon’s execution. It was decided that Ganon be executed because he’d do something outrageous if they left him be. That scene takes place several years after Ocarina of Time. Ganon was sent to another world and now he wants to obtain the power…

ND: And now we wait for the game to enjoy the rest of the story, huh? (laughs)
EA: Well, that’s how things are. (laughs)

ND: There’s a reference to King Zora (the king of the Zora race in Ocarina of Time; his official name is Do Bon, the third), and there are some pictures of the man from the fishing pond (the owner of a fishing business near Lake Hylia in Ocarina of Time). You can get the feeling here and there that the events from Ocarina of Time happened some time ago.
EA: Those things have a connection to Ocarina of Time, and we were not very sure of whether to include them or not, but the staff was having a good time, so those details just kept increasing.

ND: Kakariko Village and Lake Hylia haven’t changed their names, did you have in mind for their design that a hundred years had passed?
EA: We clearly didn’t design Kakariko Village to reflect that a hundred years had passed. We had this town and when we decided the events that would take place there, we also decided it to be Kakariko Village, just the way it was. In this game, there are two places named, “Forest Firo-ne [Faron Woods]” and “Orudin [Eldin]”; they received their names after the three goddesses from Ocarina of Time. During Ocarina of Time, there were no such places, but after a long time, the names grew on the people living there and so those names were passed on.

Anche qui si riconferma inoltre che i nomi di posti e personaggi nascano come Easter egg e successivamente diventano un collegamento vero e proprio tra i giochi, ad indicare di fatto l’importanza dei personaggi ed il tempo che intercorre tra un gioco e l’altro. La cosa fondamentale, però, resta la doppia timeline, parallela, nata proprio dal finale di Ocarina of Time.

In mezzo a questi due titoli esce poi una piccola trilogia, a posteriori definita “Trilogia della Quadrispada“, anche questa co-sviluppata con Capcom come i precedenti Oracles, consistente in Four Swords, Four Swords Adventures e The Minish Cap. Questi tre giochi narrano le vicende di Link, Zelda e Ganondorf Vaati, un nuovo cattivo. Questa trilogia potrebbe anche essere considerata “autocontenuta“, se non fosse che il capitolo di mezzo, Four Swords Adventures, si ricollega alla storia principale inserendo Ganon nel mix. La cronologia di questi tre capitoli è la seguente: The Minish Cap come lontanissimo prequel, seguito poi da Four Swords e infine Four Swords Adventures.

Anche questi giochi hanno una loro collocazione nella timeline, ma al momento della loro uscita non è del tutto chiaro dove, sebbene qualche parola sempre di Aonuma, questa volta a Game Informer, ci danno qualche indicazione:

Game Informer:  As far as the storyline, there was kind of a certain progression of the way Link progressed through the original Legend Of Zelda, to The Link To The Past, to Ocarina Of Time, and the rest of the titles, until Wind Waker.  Miyamoto stated that the Link in the Wind Waker was really another Link.  Can you explain that?  It’s a little confusing for some people that this is a different Link.  Did Wind Waker start a whole new chapter, or a whole new story?
EA:  I think the easiest way to explain this is that Link is always the main character in Zelda titles.  With new games, naturally people are going to think how does this Link relate to the Link from the last game?  The thing is, when making a new Zelda game, we don’t necessarily start with the storyline first, we start with the game, and we think, “What’s Link going to be like in this game?  What kind of a character is he going to be, and what kind of a personality is he going to have?”  In that sense, for us, we didn’t necessarily feel there was a need to have an infinitive connection between everything, because it was this idea that Link is the hero no matter what.  He’s here, and he’s part of the story.  Obviously for people that are fans, it’s something that they pay a lot of attention to.  If you start thinking about that, then you’ll have questions, say, if this Link is related to that Link in this way, what does that say about the four Links in Four Swords?  How does that all fit in?
To me storyline is important, and as producer, I am going to be going through, and trying to bring all of these stories together, and kind of make them a little bit more clear.  Unfortunately, we just haven’t done that yet.

GI:  That’s something that, you (Bill Trinen – Localization Team) and I have talked about with the release of the Zelda compilation disc, cleaning up some of the spellings like Ganon, and making sure everything is cohesive.  Maybe that’s an American thing – us wanting to know how it all works together.  I guess that leads me to my next questions.  How do the Links in The Four Swords Adventure relate to the overall story line?  Or is it just a subchapter or something like that?
EA:  The GBA Four Swords Zelda is what we’re thinking as the oldest tale in the Zelda timeline.  With this one on the GameCube being a sequel to that, and taking place sometime after that.

Quindi questa trilogia sarebbe collocata all’inizio della storia complessiva, secoli prima di qualsiasi altro capitolo. Un periodo più preciso, però, resta incerto, così come resta incerta la collocazione, nella timeline a due rami, dei titoli usciti prima di Ocarina of Time e dei due Oracles.

Ben più chiara la collocazione dei successivi tre giochi della saga: Phantom Hourglass e Spirit Tracks sono dei sequel di The Wind Waker, mentre Skyward Sword è, di fatto, l’inizio della saga, con il primo Link e la prima (al tempo ancora non principessa, ma già reincarnazione della dea Hylia) Zelda che sconfiggono Mortipher, incarnazione del male assoluto e la cui maledizione verso la stirpe dei due eroi darà poi origine a Ganondorf.

La timeline della saga secondo la Hyrule Encyclopedia, ovviamente con una modifica lievissima rispetto alla Hyrule Historia uscita un paio di anni prima…

La timeline attuale: tutto grazie ad un anniversario

Skyward Sword, uscito nel 2011, ha una particolarità: è uscito in concomitanza del venticinquesimo anniversario della saga e, per commemorare questo traguardo storico, Nintendo rilascia il primo libro della Goddess Collection: la Hyrule Historia. In questo libro, che racchiude tutta la storia della saga di Zelda fino a quel punto, viene finalmente pubblicata la prima, vera ed ufficiale timeline della saga. Ed è qui che scopriamo, ancora una volta, come Ocarina of Time ci riservi una ulteriore sorpresa. Perché se sapevamo già grazie ad Aonuma dell’esistenza della child timeline e della adult timeline, non eravamo ancora pronti all’esistenza della fallen hero timeline: qui non è Link a vincere nel duello finale, ma Ganondorf, che viene successivamente imprigionato dai Saggi e, secoli dopo, arriveranno gli eventi di A Link to the Past, i due Oracles e Link’s Awakening (questi sì con protagonista un solo ed unico Link, almeno per il momento), e poi dopo ancora altri secoli, The Legend of Zelda e Zelda II. Per quanto riguarda la trilogia della Quadrispada, The Minish Cap e Four Swords vengono collocati tra gli eventi di Skyward Sword e di Ocarina of Time, mentre Four Swords Adventures dopo Twilight Princess.

In occasione del trentesimo anniversario della saga esce invece la Hyrule Encyclopedia, che cambia leggermente la fallen hero timeline, spostando gli eventi dei due Oracles a dopo Link’s Awakening (in cui compare così un altro Link diverso dal precedente), ed aggiunge alla medesima branca della linea temporale i giochi usciti nel frattempo, ovvero A Link Between Worlds e Triforce Heroes, collocati tra i due Oracles e il The Legend of Zelda originale.

Breath of the Wild e Tears of the Kingdom: nuovi problemi per la timeline?

Prima di passare ai due capitoli open world della saga, menziono brevemente Echoes of Wisdom che, nonostante sia uscito dopo i due titoli su menzionati, è quello che, di fatto, è più facile da collocare: secondo il sito ufficiale anche questo gioco appartiene alla fallen hero timeline, e più precisamente avviene dopo Triforce Heroes (anche qui con un nuovo Link e una Zelda finalmente giocabile).

Torniamo però indietro nel tempo al 2017, quando esce l’ambizioso e stupefacente Breath of the Wild: il titolo presenta una Hyrule aperta, più vasta che mai. I luoghi, come sempre, hanno nomi legati a personaggi del passato, nella storia vengono narrati fatti delle ere precedenti, ma c’è un dettaglio che non passa inosservato. Questi nomi, questi eventi, appartengono a tutte e tre le timeline diramatesi dal finale di Ocarina of Time. Per la prima volta abbiamo un titolo che avviene dopo Ocarina of Time, estremamente dopo, tanto che le uniche informazioni ufficiali che abbiamo è che avviene “in fondo” a tutto. Viene quindi lasciata aperta la possibilità di una “convergenza” di timeline, così come la possibilità che sia passato così tanto tempo dai giochi precedenti che è plausibile che eventi simili siano avvenuti in tutte e tre le timeline. A riprova di ciò, il suo sequel diretto, Tears of the Kingdom, ci narra degli eventi che sembrano quasi una nuova narrazione della Guerra dell’imprigionamento del passato, sebbene grazie a Secrets of the Zonai sappiamo che il nome identico e gli avvenimenti molto simili siano solamente delle coincidenze.

Nota conclusiva: gli Hyrule Warriors sono degli spin-off della saga, che raccontano eventi sparsi nel tempo in cui una fan sfegatata dei protagonisti fa danni alla linea temporale (il primo gioco), oppure in una Hyrule pre-BotW alternativa dove vediamo cosa succederebbe se 100 anni prima i nostri eroi avessero vinto contro Calamità Ganon (Age of Calamity), o ancora nella Hyrule di 10.000 anni prima come testimoni di eventi che potrebbero essere successi davvero come no (Age of Imprisonment).

E con questo, il nostro viaggio alla scoperta dell’evoluzione della timeline di Zelda nel corso degli anni finisce (almeno per il momento). Ma su tutto, una cosa rimane: è sempre colpa di Ocarina. Basta Ocarina (ci rivediamo tra un paio di settimane quando avrò il gioco tra le mani, ovvio).

Cosa ne pensate? Fateci sapere la vostra, come sempre, nei commenti ai nostri canali social!